Verso il Südtirol con i bambini: Cortina D’Ampezzo, Misurina, Landro, Val di Casies.

/Verso il Südtirol con i bambini: Cortina D’Ampezzo, Misurina, Landro, Val di Casies.

Verso il Südtirol con i bambini: Cortina D’Ampezzo, Misurina, Landro, Val di Casies.

II giorno, 10.06.2018

Fa piuttosto freschetto, al mattino presto. Inevitabile, d’altra parte. Ma non riesco a staccarmi dal terrazzino sulle dolomiti. Poi l’appetito prende il sopravvento, e l’abbondantissima colazione ci soddisfa a pieno. Un giro al parco giochi, qualche foto con gli animatori e siamo di nuovo in viaggio.

 

 

La nostra meta finale sarà il piccolo borgo di Planca di Sotto, nella Val di Casies, in Alto Adige. Ma ci arriveremo con calma, dopo qualche suggestiva tappa.

Riprendiamo la SS51 di Alemagna, e dopo appena 15km raggiungiamo Cortina d’Ampezzo. Uno di quei posti la cui fama mondana precede ogni aspetto turistico. E’ domenica mattina, dopo un paio di giri attorno all’abitato (se sbagli strada devi rifare tutto il giro, è tutto un senso unico), parcheggiamo proprio accanto al centro. Quasi tutti i negozi sono chiusi, ad eccezione di quelli a vocazione prettamente turistica. Le più famose insegne di moda sfilano lungo la grande arteria pedonale, il Corso Italia, che si snoda piacevolmente per oltre un km. Con le montagne , in parte ancora innevate, a fare da cornice al pittoresco campanile.

Ci soffermiamo in un’antica libreria,  e in qualche negozietto di souvenir. Cortina è stata inoltre teatro delle Olimpiadi Invernali del 1956, ed acquisto un paio di magneti che riproducono le locandine dell’epoca. Fra l’altro, il trampolino di salto con sci, risalente al 1923 ma ricostruito per l’occasione, è tuttora uno dei simboli della città. La candidatura di Cortina alle Olimpiadi del 2026 ha inoltre rinverdito ulteriormente la sensibilità sportiva della cittadina.

 

 

La sosta a Cortina d’Ampezzo dura poco più di un’ora. Lasciamo la SS51 per deviare sulla SR48, in direzione Misurina. Siamo affiancati da numerosi ciclisti, c’è una gara amatoriale che ha il traguardo proprioa Misurina. Lungo il percorso, a ridosso dei tornanti, notiamo dei ceppi commemorativi in onore dei caduti della Grande Guerra. Raggiungiamo lo scenografico lago, incastonato fra le montagne, in meno di quaranta minuti.  E’ un piccolo specchio di acque verdi, che riflettono la vegetazione circostante. Si può percorrere facilmente il suo perimetro a piedi, ma preferiamo parcheggiare accanto alle sue sponde, e godere dell’immenso panorama. Con l’aiuto di una tabella esplicativa, prendiamo confidenza con le forme delle cime innevate. Il più visibile, e facilmente riconoscibile è il massiccio del Cristallo. Ma le più famose sono certamente le Tre Cime di Lavaredo, che si intravedono fra le nuvole, dietro un angolo del lago. Sono indiscutibilmente il simbolo delle Dolomiti, le ritrovi quasi in ogni insegna, più o meno felicemente stilizzate.

Ci fermiamo a pranzo in un bar/tavola calda/souvenir proprio accanto al lago, ci cibiamo con hot dog e panini con media soddisfazione gastronomica, e pessimo impatto finanziario. Poi riprendiamo l’auto e ci rifermiamo sull’altra sponda, dove le foto assumono ancora più suggestione grazie al grande palazzo ottocentesco sullo sfondo, che impreziosisce ulteriormente il magnifico panorama.

Dopo pochi km riprendiamo la SS51 Alemagna, e nel frattempo comincia a piovigginare. Varchiamo il confine veneto, siamo in Trentino Alto Adige. Sulla destra appare lo straordinario Lago di Landro,  dalle acque incredibilmente verde chiaro, quasi irreali. Nonostante la pioggia, io e mia moglie scendiamo per una serie di foto. I bambini mugugnano, non gradiscono tutte queste soste. Promettiamo loro di non fermarci più sino a destinazione.  Ma infrangiamo la promessa neanche due minuti dopo. C’è una sorta di portale proprio lungo la strada, da cui è possibile vedere nitidamente le tre cime. Da lì parte poi un sentiero, di nemmeno cento metri, che offre un punto di vista sensazionale. Si diramano tanti altri sentieri che raggiungono la vetta delle cime, ma chiaramente non fanno per noi.

Riprendiamo  l’auto, cercando stavolta di mantenere la promessa. Ci riusciamo, evitando di fermarci anche al lago di Dobbiaco. Percorriamo parte della Val Pusteria, ci immettiamo nella piccola e deliziosa Val di Casies, dove i  prati immensi sono punteggiati da minuscoli agglomerati di case in legno. Uno di questi borghi è Planca di Sotto. Qui c’è l’Hotel Stoll, dove soggiorneremo quattro notti. Sarà una delle più lunghe permanenze dei nostri viaggi, caratterizzati da frequenti cambi di alloggi.

L’Hotel Stoll, a una prima occhiata, ci sembra molto più piccolo e anonimo di quanto ci aspettiamo. Ma ci è stato vivamente consigliato da amici, che vi tornano quasi ogni anno. Ed in effetti, varcata la soglia, ci appare in tutta la sua meravigliosa efficienza.

Una ragazza in abiti tradizionali ci accoglie accompagnandoci in camera, fornendo tutte le informazioni necessarie. La stanza è grande, comoda, con un ampio terrazzino.  E i servizi sono pensati per tutta la famiglia. C’è il garage sotterraneo, gratuito. Biciclette sempre disponibili, anch’esse gratuite. Così come la piscina esterna, la piscina interna riscaldata, le aree relax, la sala giochi, la stanza del calcetto (un pallone, una porta. E mio figlio sprizza di gioia), la sala hockey per bambini, un canestro, il biliardino, il biliardo,  la sala ping pong, la spa familiare, il parco giochi, il prato con ruscelletto, il solarium, e tanto altro ancora.E poi, la merenda pomeridiana. Diverrà un appuntamento irrinunciabile, con fettone di torta e caffè.

Sarà davvero dura coniugare la tentazione di usufruire delle comodità con la voglia di scoprire nuovi posti. Dipenderà anche dalle condizioni atmosferiche. Nel tardo pomeriggio, comunque, riusciamo a fare un bel tuffo in piscina, prima di cena. Teli, accappatoi e borse sono a portata di mano. Lo specchio d’acqua azzurra della piscina risalta nel verde della vallata, dove accanto ad ogni maso c’è almeno un trattore.

Intanto, assaporiamo le prime prelibatezze locali a cena. Antipasti a buffet, canederli, ravioli, arrosto, zuppa di verdure, strudel di patate. Se non stiamo attenti, rischiamo di tornare a Palermo rotolando. Cerchiamo di smaltire la cena con una passeggiata, poi insegno a mio figlio i rudimenti del ping pong, che diverrà in breve il suo passatempo preferito. Qualche minuto di calcetto, ed andiamo a nanna. In realtà non è ancora tardissimo, ma la giornata è stata piuttosto intensa.

 

 

 

By |2018-07-17T23:22:03+00:00Lug 17th, 2018|Viaggi on the road|0 Comments

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