Südtirol con i bambini: Val Pusteria, San Candido, Lienz (Austria).

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Südtirol con i bambini: Val Pusteria, San Candido, Lienz (Austria).

IV giorno, 12.06.2018

Oggi, finalmente, espatriamo. Una puntatina in Austria è doverosa, è davvero dietro l’angolo. Anche se, in realtà, non si percepisce quasi nessuna differenza fra le cittadine del Sud Tirol italiano e quello austriaco.

La prima tappa è San Candido, nel cuore della Val Pusteria. E’ a venti minuti di auto dall’hotel, ed appena 8km dal confine austriaco. La storia della sua assegnazione al territorio italiano, dopo i conflitti bellici, è singolare: secondo i trattati originari, avrebbe dovuto geograficamente far parte dell’Austria, a cui erano assegnati tutti i territori ad Est di Dobbiaco. In realtà, però, essendo già occupata dagli italiani, si è preferito lasciare le cose così. Ho semplificato un po’, ma non sono andato molto lontano dalla realtà.

San Candido è una delle cittadine più carine della zona. Il piccolo centro storico è ovviamente pedonale e ben curato,  ed il monumento più visitato è la grande ed antica Collegiata, fra l’altro anch’essa circondata da un verde e rigoglioso cimitero. Sul fianco della montagna che affianca San Candido notiamo una seggiovia, e chiediamo informazioni all’ufficio del turismo. Si può scendere anche con il fun bob. Però comincia  a piovere, ed il cielo è molto nuvoloso. Promettiamo ai bambini di tornarvi successivamente.

Da San Candido parte anche la pista ciclabile più famosa della zona, che raggiunge la città austriaca di Lienz, da cui è poi possibile ritornare con un treno attrezzato per ospitare anche le bici. Le condizioni atmosferiche (e la mia forma fisica precaria) non consentono il percorso in bici, ma percorriamo con l’auto il medesimo tratto, proprio sino a Lienz.

Non appena varcato il confine con l’Austria (notando le decadenti strutture di frontiera, fra cui un ristorante ormai chiuso da tempo che ricorda un vecchio film di Fernandel), e superata la schiera di distributori di benzina con prezzi sensibilmente inferiori a quelli italiani, ci fermiamo alla fabbrica-museo della Loacker.

Dopo un rapido giro al museo, a tratti con installazioni multimediali, il grande punto vendita è il paradiso dei golosi. Tutti i prodotti Loacker sono acquistabili nelle forme più svariate, dai piccoli quadratini alle grandi confezioni. Ne riempiamo due sacchetti (si paga a peso), ed inoltre acquistiamo un bel po’ di gomme per cancellare, a forma di pacchetto di wafer, da regalare a colleghi ed amici. Nel frattempo ha smesso di piovere, e mangiucchiamo un po‘ di dolciumi nel piccolo parco giochi attiguo, sotto lo sguardo di un enorme pacchetto girevole di wafer.

Riprendiamo la strada, e riprende anche a piovere. E sembra averne per un bel po’. Anche per questo, forse, la visita a Lienz è meno piacevole. Non assaporiamo a pieno il lungo corso pedonale, e la passeggiata è ostacolata dagli ombrelli e dalla fretta di mettere qualcosa di serio sotto i denti. D’altra parte, rispetto alle previsioni meteorologiche consultate la settimana precedente, siamo stati sinora davvero fortunati. Troviamo una macelleria – salumeria con ampia scelta, e mangiamo in loco qualche buon panino.

Continua a piovere senza sosta, il rientro verso l’hotel è privo di ulteriori soste. Da Lienz all’Hotel Stoll impieghiamo ben più di un’ora, ma in compenso risparmiamo un bel po’ riempiendo in Austria il serbatoio della Tipo.  Per fortuna, ad attenderci, c’è la solita merenda, di cui non riusciamo più a fare a meno. Ha smesso anche di piovere, ed ancora una volta torna il sereno. Mia moglie ed Annarita decidono di fare una passeggiata in bici, sfruttando la pista ciclabile  che scorre proprio accanto all’hotel, e che attraversa tutta la vallata. Io e Christian, invece, ci immergiamo nella solita routine di ping pong e calcetto.

 

 

In fondo, sono appena le 16.30. C’è ancora tutto il pomeriggio davanti. Le cicliste rientrano dopo un’ora, e andiamo tutti in piscina. C’è addirittura il tempo per un riposino prima di mangiare. Ricordiamo che qui si cena intorno alle 19.30, quando a Palermo si comincia a fare la spesa. In pieno giugno, quindi, dopo cena il sole ancora non ha iniziato il suo declino all’orizzonte. I bambini chiedono di riprendere le biciclette, e vengono ovviamente accontentati. Dopo il tramonto, restiamo ancora qualche minuto a giocare nelle solite salette, ed andiamo a dormire un po’ più presto del solito.

By |2018-07-17T23:49:58+00:00Lug 17th, 2018|Viaggi on the road|0 Comments

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