Südtirol con i bambini: Brunico, Tesido.

III giorno, 11.06.2018

 

Rifocillati da una corposa dormita, ci apprestiamo a fare colazione. Sfruttiamo, oltre alla carrellata di pietanze salate e dolci, anche la possibilità di preparare al momento omelette con bacon, formaggio di malga o funghi, oppure crepes con gli stessi ingredienti o con nutella.

Prenotiamo un’escursione per le 13.00, ed intanto prendiamo l’auto per visitare Brunico, che dista appena mezz’ora. Inutile rimarcare la bellezza dei paesaggi, ogni strada è affiancata da torrenti, ed impreziosita da piccoli borghi di grandi case in legno. Sembra di essere in un film degli anni ’50, oppure in procinto di organizzare una visita a sorpresa al nonno di Heidi.

Il cuore di Brunico è la pedonale Via Centrale, più stretta e breve del Corso Italia di Cortina, ma ugualmente suggestiva, seppur ovviamente meno carica di glamour. C’è anche un castello ben conservato,  ma il sentiero per raggiungerlo è piuttosto lungo, e stamattina fa molto caldo. Attraversiamo due volte la Via Centrale, compriamo qualcosa al panificio da consumare poi per pranzo, poi ritorniamo in auto per raggiungere Tesido, frazione del comune di Monguelfo, a pochi minuti dall’Hotel Stoll.

Tesido sarà teatro della passeggiata guidata,  ed è un piccolo paesino con due chiese principali. Nell’attesa della guida e degli altri partecipanti, abbiamo modo di visitare la graziosa parrocchia più in collina. Ci sorprende il cimitero, curatissimo e ricco di piante e fiori colorati,  tutto intorno all’edificio ecclesiastico. Ma non sarà l’unico che incontreremo, ed effettivamente ha un senso. La visita ai congiunti è più facile, pratica, quasi ammantata di gioia e normalità. Concetto lontano dalla tristezza dei nostri cimiteri.

Attendiamo un po’, sotto il sole cocente, al punto convenuto. Ossia, l’ufficio informazioni di Tesido. Accanto, un comodo piccolo parcheggio dove lasciare la Tipo. La nostra guida sarà Andreas, ormai pensionato, dal fisico asciutto e scattante. Il percorso si snoderà lungo i boschi circostanti, ed avrà per tema conduttore le fiabe tradizionali del posto. Qua e là, nei sentieri, scorgeremo delle installazioni che rimandano a personaggi fantastici. In realtà il tema dell’escursione passerà presto in secondo piano, l’attrazione della natura avrà il sopravvento.

Il gruppo è costituito da una quindicina di persone. Fra cui i nostri vicini di tavolo all’Hotel Stoll, con cui scambiamo subito qualche  parola. Vivono a Parma, ma lei è di Salerno. Hanno un bambino di quattro anni, è più facile fare amicizia. C’è anche una coppia di romani, una famiglia tedesca con un grosso cane nero, ed un’altra coppia con un cagnolino. Infine, una nonna con la sua nipotina.

Non appena partiti, nuvoloni neri ci sbarrano la strada. Comincia a piovere quasi subito. Avevo preso gli ombrelli dall’auto, e gli altri partecipanti hanno quasi tutti impermeabili sottili e colorati. Però, pochi minuti dopo, siamo costretti a fermarci al riparo dell’ampio tetto di un casolare.  Abbiamo già lasciato il paesino di Tesido, incamminandoci lungo un sentiero del bosco.

Pochi minuti di forte pioggia, e torna il sereno. Il panorama è sensazionale,  la guida ci aiuta a scorgere i profili delle cime più vicine.  L’aria fresca e pulita ci aiuta a sopportare la fatica. Anche i bambini non risentono della lunga passeggiata. Perfino la nonnina, pur arrancando, riesce a superare i pendii più ripidi senza troppe difficoltà.

Una parte del sentiero attraversa un pascolo, popolato da grosse mucche. Siamo ospiti non graditi, e non perdono occasione per dimostrarcelo. Si affiancano a noi, alcune ci rincorrono da lontano. Una mucca grigia, in particolare, sembra spronare le altre ad attaccarci. Momenti di tensione. Restiamo compatti in gruppo per apparire più forti, ma in realtà i grossi bovini sono tutt’altro che paciocconi. La guida impugna un grosso ramo e si fa largo nella barriera che alcune mucche hanno creato per impedirci il passaggio. E’ incredibile come siano organizzate. Riusciamo a superare il tratto, delimitato da un cancelletto, proprio mentre la più facinorosa si era decisa a caricarci.

Ci allontaniamo tutti dal cancelletto, rinfrancati dal pericolo passato. Tutti, tranne uno dei bambini tedeschi, che si attarda inveendo contro la mucca, al di là dello steccato. Forse le apre addirittura il cancelletto, forse la mucca riesce ad aggirarlo. Fatto sta che ascoltiamo in lontananza un potente muggito, ed il bambino che corre spaventato. Andreas, la nostra guida, si impegna non poco per far ritornare la mucca nel suo territorio. D’altra parte, gli invasori eravamo noi. E nel nostro gruppo c’erano due cani. Sicuramente un’imprudenza.

Dopo circa 3km di passeggiata, il gruppo si divide. Alcuni partecipanti, assieme alla guida, decidono di proseguire lungo il pendio. Noi, assieme alla famiglia di Parma e alla nonna con la nipote, con l’alibi dei bambini scegliamo di ritornare, lungo un’unica e comoda strada asfaltata, seppur lunga almeno un paio di km.

Ritorniamo in hotel piacevolmente stanchi. Ci fermiamo per una meritata merenda a base di Sachertort e tè. Mio figlio mi chiede di fare qualche partita a ping pong, ma è chiaro che tutti pensiamo di fare una nuotata in piscina. Il tempo, però, è nuovamente cambiato, ed il cielo minaccia di nuovo pioggia. Ci rifugiamo nella piscina interna, le cui pareti sono interamente a vetri, e permettono di ammirare tutta la vallata circostante. Scoppia un violento temporale, e la pioggia batte forte sulle vetrate. E’ magnifico nuotare nell’acqua calda, mentre fuori imperversa il cattivo tempo.

Rientriamo in camera, e ci prepariamo per la cena. E’ tornato il sereno, e l’aria profuma ancora di pioggia.  Si accendono le luci fra i prati dell’Hotel, ma il sole non è ancora del tutto tramontato. E’ uno scenario bellissimo. Anche dopo cena, scendiamo con i bambini nelle salette sotterranee, dove giochiamo ancora a calcetto, bigliardino, e l’ormai immancabile ping pong.


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