Kaunas, il IX Forte.

/Kaunas, il IX Forte.

Kaunas, il IX Forte.

Non è solo un monumento, non è un luogo comune. Il IX Forte è custode della memoria. Di una storia atroce, che non conoscevo.

Siamo forse abituati a circoscrivere la follia dell’olocausto  ai campi di Auschwitz-Birkenau, Mauthausen. A far coincidere l’attuazione dei piani di sterminio di Hitler nei territori immediatamente adiacenti alla Germania nazista.

La Lituania, invece, durante la seconda guerra mondiale ha attraversato una pluralità di eventi drammatici, la cui eco è forse passata, colpevolmente, in secondo piano.

Nel 1939 fu assegnata alla sfera di influenza tedesca. L’anno dopo fu occupata dall’Unione Sovietica, con il beneplacito dello stesso Hitler. Che  però,

nel 1941, invase l’intero territorio lituano. Vilnius e Kaunas furono conquistate, la numerosa popolazione ebrea fu messa all’indice.

Una delle primissime ordinanze dei tedeschi recitava così:

« Agli ebrei è vietato l’uso del telefono. Agli ebrei è proibito servirsi del treno. Agli ebrei è vietato l’accesso ai locali pubblici. Agli ebrei è fatto obbligo di consegnare i loro apparecchi radio. Gli ebrei sono banditi dall’università. (1)»

In pochi mesi furono rastrellate e fucilate circa 30.000 persone, in gran parte ebrei. I tedeschi sfruttarono le fortificazioni di Kaunas, il IX Forte fu teatro di alcune delle azioni più cruente.  Oggi è il simbolo delle atrocità perpetrate, a memoria di tutte le vittime della follia nazista.

Il memoriale è imponente, suggestivo. Alto 32 metri, assume profili diversi in relazione alle differenti prospettive. E’ collegato al Forte da una strada lastricata, costellata da lapidi. L’atmosfera è carica di emozioni, il silenzio entra ovunque.

Il Forte è visitabile quasi per intero, è un piccolo museo. Non è molto distante da Kaunas, la deviazione comporterà non oltre un’ora. Andarci con i bambini sarebbe l’ideale. Le loro domande ingenue offriranno l’occasione di spiegare a grandi linee l’assurdità delle guerre e dell’odio razziale.

 

 

 

 

 

(1) Grossman, Erenburg. Il libro nero – Il genocidio nazista nei territori sovietici. Milano, Mondadori, 1999

 

 

By |2018-02-22T12:27:05+00:00Lug 21st, 2017|Europa|2 Comments

2 Comments

  1. mimmone74 29 Set 2017 at 9:07 - Reply

    pagina triste della nostra storia recente!!!!

    • Sonkei76 29 Set 2017 at 20:07 - Reply

      Un conto è leggere i libri di storia, un altro è toccare con mano il silenzio di questi posti. Agghiacciante, te l’assicuro.

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