Isole Eolie con bambini. Lipari, quarto giorno.

/Isole Eolie con bambini. Lipari, quarto giorno.

Isole Eolie con bambini. Lipari, quarto giorno.

Domenica, 10.09.2017

         Ultimo giorno di vacanza. Appena quattro giorni, di cui solo due pieni. Ma vissuti intensamente. Siamo piuttosto soddisfatti, nonostante le condizioni meteo non sempre favorevoli.

Ci alziamo alle 08.00, anche se mia moglie mostra prove fotografiche di una splendida alba sulla baia di Canneto. Facciamo colazione in due, lasciamo che i bambini dormano un po’ di più, il traghetto partirà nel pomeriggio inoltrato. Impiego un po’ di tempo per il check out, prima di me due turisti riescono a pagare solo dopo aver provato molte carte di credito, evidentemente la spesa è stata superiore alle aspettative. Ad ogni modo, concordo con la receptionist di lasciare la camera a fine mattinata.

Non possiamo certo abbandonare l’isola senza fare un bagno a Canneto, la borgata che ci ha ospitato. La spiaggia è decisamente la migliore dell’isola.  La più ampia, la più lunga. Il mare è verde e trasparente. I bambini sguazzano per un po’, poi torniamo in camera per prepararci alla partenza. Lasciamo il Residence Oltremare davvero a malincuore. Un’ultima occhiata al panorama, e via.

Pranziamo subito, è appena mezzogiorno. Memori dei disagi della sera precedente, preferiamo prendere il traghetto con maggiore sicurezza. Fra l’altro, il mare comincia a incresparsi. Per il giorno successivo si prevede burrasca, molti viaggiatori anticipano la partenza.

Il ristorante La Bussola, proprio sul lungomare di Canneto, e convenzionato con lo stesso Residence Oltremare, è accogliente. I tavolini sul marciapiede, praticamente a ridosso della spiaggia, contribuiscono all’ottima atmosfera.  Mangiamo benissimo, il proprietario è davvero gentile. Ma i prezzi sono decisamente alti. Per quattro piatti di pasta paghiamo 72 euro, già scontati del 10%.

Abbiamo ancora oltre tre ore prima della partenza. Io chiaramente sarei già al molo (vedi primo giorno diario di viaggio 2017), Giovanna  giustamente consiglia di visitare il Castello di Lipari, un promontorio proprio accanto al porticciolo. Così parcheggiamo a Lipari, in un piazzale gratuito accanto al grande parcheggio multilivello.

Dal piazzale del terminal, proprio accanto all’autonoleggio Pit Stop, imbocchiamo la Salita Meligunis, che si inerpica, suggestiva, fra le casette. Ci ritroviamo così nella grande Piazza Mazzini, sede fra l’altro del Municipio. E’ una vasta area praticamente a picco sul mare e sul porticciolo. Comprende anche un piccolo parco giochi, Christian e Annarita fanno  amicizia con due fratellini molto espansivi. Attraversiamo l’intera piazza,  e varchiamo le mura vere e proprie del castello.

E’ domenica, orario post pranzo. Siamo gli unici visitatori del promontorio.  I diversi edifici oggi sono adibiti a museo, le aree recintate sono zone archeologiche dove vecchissimi cartelli aiutano il visitatore a scorgere la pianta di antiche strutture. Fra i numerosi edifici di culto presenti (nell’area delimitata dalle mura almeno cinque chiese) visitiamo la cattedrale di S. Bartolomeo, l’unica aperta. Proprio di fronte la cattedrale, in epoca più recente è stata aperta una lunga  e scenografica scalinata, che termina in Via Garibaldi.

In una cittadina che ormai non ha più segreti per noi, raggiungiamo il Corso Vittorio Emanuele. Io sono sempre più agitato, vorrei raggiungere al più presto il molo. Fra l’altro, dovremmo consegnare l’auto entro le 15.00. Così, mentre i bambini si fermano in una gelateria,  mi incammino velocemente verso il parcheggio, e chiudo le formalità con l’autonoleggio.

Mi raggiungono dopo venti minuti, e finalmente possiamo accomodarci su un muretto, al porticciolo, con vista sulle imbarcazioni in arrivo. Il mare è sempre più grosso, gli aliscafi attraccano con molta difficoltà. Il molo centrale è praticamente ingestibile, troppo aperto alle onde. I passeggeri vengono dirottati verso il molo più vicino al promontorio, molto più protetto.

Finalmente arriva anche il nostro traghetto, imponente rispetto ai più pratici aliscafi. Ancora una volta siamo soddisfatti della nostra scelta, il viaggio con l’aliscafo sarebbe stato disagevole. Scopriremo poi che a partire dal tardo pomeriggio molte tratte sarebbero saltate, e che gli stessi aliscafi con partenze coincidenti col nostro traghetto avrebbero impiegato più del doppio del normale tempo di navigazione.

Il traghetto, a differenza dell’andata, è pienissimo. Le condizioni meteorologiche avverse hanno convogliato molto traffico su questa tratta. Troviamo a stento posto in cabina. C’è però una piacevole sorpresa. Il grande televisore trasmette Pinocchio, classico Disney degli anni ’40. Quando Annarita era piccola, per noi i cartoni animati erano solo Disney. Christian è cresciuto con più televisione che classici, quindi per lui è un ottimo passatempo. Si mette in prima fila, e trascorre l’intero viaggio tranquillo.

Arriviamo a Milazzo alle 18.30, in perfetto orario e senza alcun problema. Viaggio splendido, sereno. Proprio davanti l’ingresso del porto troviamo  la navetta del parcheggio, saliamo subito a bordo. Altri turisti invece restano al palo, la navetta è solo una, tornerà a prenderli dopo. L’organizzazione del parking si rivela caotica. L’auto, lasciata in un box in prossimità del porto, è stata poi parcheggiata in un terreno quasi fuori città. Lo stesso autista della navetta passa prima in una sede a ritirare tutte le chiavi, poi ci accompagna in questo piazzale recintato.  Qui paghiamo quanto pattuito, ed otteniamo la riconsegna le chiavi. Nessuna ricevuta, per averla bisognerebbe tornare in sede. Chiaramente nessuno se ne prende la briga.

Durante il giorno Giovanna ventilava la possibilità di fermarci a Brolo, o in località circostanti, per ammirare lo splendido panorama al tramonto. Siamo però tutti ansiosi di tornare a casa, c’è fra l’altro la possibilità di incontrare rallentamenti per i rientri del fine settimana. Tiriamo quindi dritto fino a Palermoquando arriviamo sono già le 21.00. E’ domenica sera, siamo partiti appena giovedì mattina. Ma è sembrato stare via due settimane. Esperienza straordinaria, era oggettivamente impensabile per dei siciliani non conoscere le Isole Eolie.

Pensiamo già di tornare la prossima estate, per visitare almeno Salina e Vulcano. E chissà, forse anche le più lontane Alicudi e Filicudi. Sì, le Eolie ci hanno davvero stregati.

 

By |2017-11-04T22:59:42+00:00Nov 4th, 2017|Viaggi on the road|0 Comments

Leave A Comment