Gemelline On The Road: Puglia

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Gemelline On The Road: Puglia

Gemelline on the road: Puglia

 

Per due appassionati di viaggi come me e mia moglie Adriana, la lista dei luoghi da visitare è in continuo aggiornamento, ma la Puglia è sempre stata fra le priorità.

Quest’anno è finalmente arrivato il momento: le nostre bambine, Carla e Alessia, due gemelline di quattro anni, dopo un anno di asilo sono molto maturate, quindi possiamo fare un viaggio in totale libertà, come piace a noi e come facevamo prima delle bimbe.

Niente voli, niente limiti di bagaglio, solo noi quattro nella nostra fidata Giulietta.

I ruoli sono ben definiti: io mi occupo della logistica, fra studio delle mete, scelta e prenotazione degli alloggi, pianificazione degli spostamenti. Adriana  è l’esperta dei bagagli: sappiamo sempre dove trovare tutto quello che ci serve, ed è anche un’ottima navigatrice.

C’è  tanta strada da fare, ma guidare quando viaggiamo mi diverte tanto.

È arrivato Luglio, partiamo:

Giovedì 5: non ci piacciono le levatacce, ci mettiamo in viaggio con comodo, partiamo da Bagheria (PA) alle 9.30. Carla e Alessia in macchina sono due angeli: giocano, cantano, recitano a memoria i loro cartoni preferiti o dormono. Oltre alla sosta forzata sul traghetto, ci fermiamo solo altre due volte. La prima tappa del nostro giro prevede tre giorni sul Gargano, il nostro hotel è a Vieste. Arriviamo in hotel per ora di cena, siamo stravolti. Il contachilometri che avevo azzerato prima di partire mi dice che abbiamo fatto 845 km. Prendiamo la camera e ceniamo, poi nonostante la stanchezza abbiamo ancora voglia di una passeggiata nel centro di Vieste per ambientarci, ma soprattutto per far svagare le bimbe che ci hanno stupito durante questa giornata interminabile senza mai un lamento. Se noi grandi imparassimo dai nostri bambini, dal loro spirito di adattamento, passeremmo molto meno tempo a lamentarci dei problemi quotidiani e potremmo apprezzare di più il nostro tempo con loro e per loro.

Dopo un ottimo gelato, siamo veramente distrutti. Tutti a nanna e domani finalmente al mare.

 

Venerdì 6: L’hotel ha un proprio lido privato sulla enorme spiaggia a sud di Vieste, ideale per i bambini: quasi tre chilometri di sabbia finissima, con fondale molto basso. Le bimbe se ne innamorano subito e si divertono un mondo. Facciamo il bagno e tante foto ai piedi del Pizzomunno, un bianchissimo scoglio alto venticinque metri che domina la spiaggia, protagonista del panorama di Vieste.

Prima di pranzo torniamo in camera, pranzo veloce, poi doccia e riposo al fresco. Sarà questo il ritmo della nostra vacanza nei giorni dedicati al mare: in spiaggia la mattina, in stanza a riposare durante le ore più calde, in giro a passeggiare nel pomeriggio e la sera.

La tappa di oggi è Peschici, altra graziosa cittadina della costa garganica, dove vogliamo provare l’esperienza della cena su un trabucco, che è un’antica costruzione utilizzata per la pesca, tipica del mare Adriatico. Si tratta di una palafitta a cui è agganciata una grossa rete, che al momento del passaggio di un banco di pesci viene chiusa e sollevata. In questo modo si può pescare senza bisogno di uscire in mare aperto. È un metodo di pesca ormai quasi in disuso, e i trabucchi di solito vengono utilizzati come ristoranti. Nel pomeriggio facciamo un giro nel centro storico di Peschici, fra vicoli, casette bianche e il castello sulla scogliera. Ad ora di cena andiamo al trabucco, ma improvvisamente il meteo peggiora. Il tempo di sederci al tavolo e si scatena il tipico temporale estivo, che costringe noi e tutti gli ospiti del trabucco a spostarci all’interno. Inoltre, la qualità dei piatti non è il massimo. Serata storta, pazienza. Ma tanto le bimbe sorridono sempre, e sulla strada del ritorno in macchina cantiamo in coro le loro canzoni.

 

Sabato 7: oggi non vogliamo prendere l’auto, visto che nei prossimi giorni la useremo tanto. Ci sarebbero altre spiagge nei dintorni, ma dovremmo affrontare le scomode strade del Gargano, fra boschi, scogliere, e tantissime curve. E poi la spiaggia dell’hotel è troppo comoda per scegliere altro. Nel pomeriggio torniamo nel centro storico di Vieste, e stavolta lo giriamo tutto con calma. Come quello di Peschici che abbiamo visto ieri, ricorda molto le isole greche, con i vicoletti lastricati e le casette bianche. Ci sono alcuni punti panoramici veramente notevoli e un isolotto con un faro molto scenografico. Ceniamo prestissimo in un ristorante fra i vicoli prima che arrivi la ressa del sabato sera, e torniamo in albergo, non prima di aver fatto divertire le bimbe in una graziosa piazzetta sul mare con il loro svago preferito: correre a perdifiato.Domani ci aspetta un po’ di strada, ci spostiamo in Salento.

 

Domenica 8: Dopo colazione siamo in macchina, direzione Sant’Isidoro, una località del Salento vicino alla quale si trova l’agriturismo che ci ospiterà. L’ho scelto per via della sua posizione centrale fra le spiagge e le località che visiteremo in questi giorni. Arriviamo nel primo pomeriggio, dopo aver perso tantissimo tempo fra le tremende strade del Gargano, decine di chilometri di curve fra le montagne. Le bimbe hanno dormito un bel po’ in macchina, quindi appena il tempo di prendere la camera e sistemare le valigie e ci muoviamo verso Gallipoli. Facciamo il giro di tutto il lungomare che circonda la cittadina, poi attraversiamo le stradine del centro e concludiamo con un divertente giro su una motoape, che ci porta in vicoli nascosti e sul molo per fare delle foto. Le bimbe apprezzano molto, soprattutto perché il nostro autista mette musica da discoteca ad alto volume. Torniamo al nostro agriturismo e ci godiamo la serata in totale relax, meritato dopo i tanti chilometri macinati oggi.

Lunedì 9: Sveglia, colazione e via verso la spiaggia di Punta Prosciutto, nostro obiettivo da anni. Il mare è splendido, ma le bimbe non possono scatenarsi come a Vieste, perché qui l’acqua è profonda. Poco male, facciamo lo stesso un bel bagno. Prima di pranzo torniamo verso l’agriturismo, prendiamo qualcosa da mangiare in un panificio vicino, poi doccia e riposo. Di pomeriggio la nostra meta è Lecce: facciamo una bella passeggiata nello splendido centro storico, che vale alla città il soprannome di “Firenze del Sud“, e le bimbe hanno occasione di correre come piace a loro in Piazza Duomo. Torniamo alla nostra camera, cena ottima e abbondante e tutti a letto.

 

Martedì 10: Dopo colazione ci dirigiamo verso la spiaggia di Punta della Suina, nei pressi di Gallipoli. È meravigliosa come l’avevamo vista parecchie volte in foto, e soprattutto adatta alle bimbe che si divertono tanto. Come nostra abitudine, prima di pranzo torniamo verso la nostra camera, dopo aver preso qualcosa da mangiare per strada. Nel pomeriggio puntiamo verso Santa Maria di Leuca, la punta estrema della Puglia, dove mare Ionio e mare Adriatico si incontrano. Dopo una passeggiata sul lungomare, il panorama dal faro al tramonto è molto suggestivo.

 

 

Mercoledì 11: oggi sarà l’ultimo giorno di mare del nostro viaggio, e la nostra scelta è la mitica spiaggia di Torre dell’Orso. Abbiamo invidiato tanti nostri amici e conoscenti vedendo le loro foto in questo paradiso, e finalmente ci siamo anche noi. Abbiamo fatto quasi un’ora di macchina, ma ne è valsa assolutamente la pena: l’acqua trasparente, il fondale basso perfetto per le nostre bambine. Dopo un pranzo veloce in spiaggia, torniamo al nostro alloggio. Nel pomeriggio torniamo a percorrere per l’ultima volta le strade provinciali del Salento, circondate da sconfinate distese di ulivi e vigne, di cui ormai conosco a memoria tutte le rotonde, in direzione di Otranto. Anche qui facciamo una gradevole passeggiata fra i vicoli del centro storico, il lungomare dal quale si vedono chiaramente i monti dell’Albania (che dista solo 70 km) e il castello.

Torniamo al nostro agriturismo per cena e le bimbe si scatenano con la musica dal vivo ballando canzoni salentine.

Siamo stati veramente bene in questa zona: mare e città meravigliosi, cibo ottimo, clima perfetto, gente genuina e ospitale, strade semplici e scorrevoli. Domani partiamo con un po’ di nostalgia.

 

Giovedì 12: oggi lasciamo il Salento e ci spostiamo a Polignano a Mare, che sarà la nostra base per visitare la zona circostante. Arriviamo prima di pranzo, prendiamo la camera nel b&b e ci dirigiamo subito verso il centro, che dista pochi minuti a piedi. È un posto splendido, sicuramente il più bello che abbiamo visto in questi giorni. La cittadina è costruita su delle scogliere modellate dal mare e ricche di grotte, e ci sono tantissime terrazze che regalano scorci mozzafiato, oltre alla famosissima Cala Porto, una piccola spiaggia nell’unica insenatura fra le scogliere, dove l’acqua è di un blu che non avevamo mai visto prima.

Torniamo in camera per qualche ora di relax, poi di nuovo a passeggiare per goderci il panorama al tramonto e per cenare.

 

 

Venerdì 13: il nostro programma per la mattinata di oggi ci porta a Bari. Parcheggiamo sul lungomare e ci dirigiamo verso Bari Vecchia, camminando fra i suoi vicoli dove le casalinghe rimproverano i bambini che giocano per strada in un meraviglioso e incomprensibile dialetto, gli anziani stanno seduti per strada a chiaccherare o a giocare a carte, e improvvisamente alla fine di una stradina appare una meravigliosa piazza con la Basilica di San Nicola o la Cattedrale di San Sabino. Ma la vera chicca, uno dei miei obiettivi di tutto il viaggio, è la strada delle orecchiette: un vicoletto seminascosto, in cui si entra scendendo dei gradini sotto un piccolo arco di fronte al Castello Svevo, dove le casalinghe impastano a mano (e vendono) le orecchiette davanti alla porta di casa. Ci fermiamo davanti alla signora che ci ispira più simpatia per comprare qualche pacco da portare a casa e le bimbe, golose come sempre, assaltano il tavolo pieno di orecchiette, pazze di gioia. Il loro entusiasmo contagia anche la signora che offre loro le orecchiette crude, che vengono prontamente divorate. Era esattamente quello che cercavo, un luogo e un momento “veri”, diversi dalle solite attrazioni per turisti. Infatti, nella stradina ad osservare le signore intente ad impastare ci siamo soltanto noi. Proseguiamo la nostra passeggiata nella zona più moderna del centro cittadino, fino a tornare al lungomare e riprendere l’auto.

 

Torniamo alla base come sempre per pranzo e riposo, e nel pomeriggio ci muoviamo alla volta di Ostuni, cambiando decisamente paesaggio: finora abbiamo esplorato quasi soltanto posti sul mare, stavolta invece troviamo un borgo completamente bianco, in cima ad una collina che domina gli ulivi e i trulli della valle d’Itria. Anche qui è un piacere passeggiare per le stradine lastricate ammirando gli scorci più belli, ed anche qui troviamo una magnifica Cattedrale, proprio in cima al borgo.

Avevamo in programma di tornare a Polignano per cena, ma cambiamo idea e decidiamo di spostarci a Martina Franca, la città più grande del territorio della valle d’Itria, che dista meno di 20 chilometri. La scelta si rivela azzeccata: la strada è disseminata di trulli di ogni colore e grandezza che spuntano dagli ulivi, e le bimbe sono stupite da questo tipo di costruzione che non hanno mai visto.

Anche Martina Franca ci sorprende: non l’avevamo considerata fra le nostre mete, ma sarebbe stato un peccato non venirci. Un elegante centro storico dove lo stile barocco la fa da padrone in palazzi e chiese, e poi alla luce del crepuscolo ogni cosa sembra più bella.

Dopo un’ottima pizza, alimento preferito da tutta la famiglia, torniamo a Polignano. Non siamo riusciti a vedere Cisternino e Locorotondo, altri due borghi della valle d’Itria (Alberobello l’avevamo già visitato due anni fa), ma il tempo è tiranno ed il nostro in Puglia è quasi finito. Sarà per un’altra volta, speriamo presto.

Sabato 14: lasciamo il b&b a Polignano e partiamo verso la nostra ultima tappa pugliese: Trani.

Ancora una volta, restiamo a bocca aperta. La Cattedrale è magnifica, ma soprattutto è in riva al mare, cosa che ai nostri occhi ne moltiplica il fascino. Non ricordiamo di averne mai viste altre in una posizione del genere.

Fa tanto caldo, quindi camminiamo lungo tutto il perimetro del porticciolo e raggiungiamo i giardini pubblici, dove ci godiamo un po’ di fresco su una panchina. Poi pranzo veloce e torniamo in auto: è arrivato il momento di salutare la Puglia e puntare verso Matera.

Ho scelto un hotel appena fuori città, in posizione comoda proprio sulla statale. Prendiamo la camera, ci rilassiamo un paio d’ore e partiamo per l’ultima passeggiata del nostro viaggio.

Raggiungiamo il centro, e la vista dei Sassi ci fa tornare indietro di secoli. È veramente un paesaggio incredibile, una città costruita sulle pareti di un canyon, con case e chiese scavate nella roccia, quasi una sull’altra. Il panorama è magnifico, ma ci scoraggia: è impensabile per noi riuscire ad esplorare i Sassi. Ci sono centinaia di scalinate da affrontare, scomode e ripide. Sembra difficile già per gli adulti, non è il caso di farlo con le bimbe. Ci accontentiamo di passeggiare per il centro storico “tradizionale” e di goderci il panorama dei Sassi dai vari punti di osservazione che troviamo. Però abbiamo un asso nella manica: il portiere dell’albergo ci ha consigliato un punto panoramico inimitabile. Quindi riprendiamo l’auto e dopo pochi minuti entriamo nel Parco Naturale delle Chiese Rupestri, seguiamo la strada e alla fine arriviamo al belvedere: siamo sulla cima opposta del canyon rispetto alla città. Prima i Sassi li avevamo sotto, o di fianco, adesso li abbiamo proprio di fronte, quindi riusciamo a vedere tantissimi particolari che altrimenti avremmo perso.

A questo punto il viaggio è finito davvero. Non ci resta che tornare a casa.

Domenica 15: in questi giorni abbiamo usato tantissimo Google Maps come navigatore, e ho imparato a fidarmi poco: non sempre la strada più corta è la più veloce. Quindi la strada da Matera a casa l’ho studiata e decisa ieri sera: voglio evitare il traffico delle zone di mare in una domenica di luglio, e viaggiare il più possibile in autostrada. La scelta si rivela azzeccata: anche se facciamo un tragitto più lungo, viaggiamo senza traffico e con pochissima attesa ai traghetti, e in otto ore siamo a casa. In undici giorni di viaggio abbiamo percorso oltre 3.300km.

Le bimbe sono felici ed Adriana ha apprezzato tutto, gli alloggi, le città che ho scelto di visitare, il mare, il cibo, quindi ho raggiunto il mio obiettivo più importante.

Riguardo a me, quello che mi interessa riportare a casa da un viaggio sono le sensazioni e le conoscenze: per questo ho ascoltato i diversi dialetti della regione cercando persino di imitarli, ho osservato a lungo i Sassi di Matera e le scogliere di Polignano, ho sentito nelle ballate salentine la poesia e l’amore per la propria terra, ho bevuto Negramaro e Mare Mosso. Posso dirmi soddisfatto, e iniziare a progettare il prossimo viaggio.

 

 

By |2018-07-20T22:50:39+00:00Lug 20th, 2018|Viaggi on the road|0 Comments

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