Diario di viaggio 2017 – I giorno – Norimberga

Domenica, 30.07.2017

 

Il volo della Ryanair per Norimberga partirà alle 10:15. Chi mi conosce sa che sono molto apprensivo sugli orari. Se mancano meno di due ore al volo e non sono ancora in aeroporto, comincio ad agitarmi. E così, quando posso, parto con largo anticipo. A volte, quando parto da solo, per lavoro, riesco ad essere al check in anche quattro ore prima del volo. L’attesa non mi disturba. Sono ampiamente sbeffeggiato per questo, ma non posso farci niente.

In questo caso, però, l’orario di partenza da casa è frutto di complesse dinamiche diplomatiche e inestricabili compromessi. Intanto, perché partiamo tutti. Inoltre, sarà mio suocero ad accompagnarci all’aeroporto. Misura inevitabile, lasciare l’auto per due settimane all’aeroporto di Palermo comporta una spesa immane. Converrebbe abbandonare l’auto e comprarne un’altra.

Riesco a mediare per una partenza alle 07:30, sfruttando l’ipotesi di potenziali ingorghi causati dai bagnanti della domenica mattina. In realtà la strada è liberissima, prima delle 08:00 siamo già all’imbarco. Portiamo con noi quattro trolley e due zaini, stipati a fatica nella Opel Corsa di mia moglie. Da qualche anno la Ryanair è molto più permissiva in fatto di bagagli. Oggi si viaggia con comodità, ma agli inizi era lo spauracchio di ogni viaggiatore: mi sentivo come uno studente all’esame di maturità, sempre in apprensione finché  l’occhio soppesante della hostess non autorizzava il transito dei miei calzini.

Il personale dell’aeroporto internazionale di Palermo riesce a fornire  una non scontata dimostrazione di efficienza in fase di imbarco, addirittura  facilitando con solerzia il nostro ingresso nello straordinario tunnel in vetro in apparenza agganciato direttamente all’ingresso dell’aeromobile. Chiaramente c’è il trucco. Restiamo in attesa venti minuti, in una sorta di serra, sotto il sole di una domenica estiva palermitana. Bambini e donne in gravidanza si accaparrano i pochi angoli all’ombra, fin quando l’aereo appena atterrato si svuota del tutto ed è già pronto per ripartire.

Chi viaggia con le compagnie low cost sa che ne inventano sempre nuove per spillare soldi. Uno degli ultimi ritrovati della Ryanair è l’assegnazione adiacente di  tre soli posti su quattro. L’ultimo componente della famiglia viaggerà lontano dai suoi cari, a meno che non voglia pagare l’acquisto specifico del posto, spendendo qualche euro in  più.  Ora, io avrò speso qualche migliaio di euro per questo viaggio; ma non pagherò mai quattro euro per sedermi in un aereo dopo aver acquistato quattro biglietti. Piuttosto resto in piedi, o viaggio nella stiva.

E così, mentre mia moglie e i bambini sono tutti assieme alla fila 19, io mi accomodo nella prestigiosa fila 8. Posto centrale. Non il finestrino, non il corridoio. Il posto in mezzo. Alla mia sinistra c’è un vecchietto tedesco. Avrà all’incirca 75 anni. Ma dimostra una insospettabile leggiadria nell’uso del cellulare. Utilizza le principali applicazioni con la destrezza di Tom Cruise in Cocktail. Alla destra, quasi alla fine dell’imbarco, si siede invece una ragazza truccata in maniera un po’ pesante. Si siede, si mette gli auricolari, si gira verso il finestrino. Rivedrò il suo viso all’atterraggio, oltre due ore dopo. Per un po’ ho pensato fosse morta.

Il volo è quindi particolarmente noioso. Quasi mi mancano le torture dei miei figli. Resto fermo al centro della poltrona, e dopo un po’ le natiche mi si intorpidiscono. Cerco la posizione ideale per un micropisolino,  ma è ancora troppo presto per dichiararmi stanco. Finalmente atterriamo.

Ricordo benissimo l’aeroporto di Norimberga.  Sono passati 13 anni, e molti viaggi. Eppure mi appare familiare. Pranziamo subito,  al Mc Donald posto accanto alla sala degli arrivi. La gioia di mio figlio, come prevedibile, è diretta più ad esaminare il regalino dell’Happy Meal che a gustare il discutibile hamburger. Ritiriamo l’auto a noleggio, anch’essa prenotata tramite portale Ryanair, e mi sottopongo al classico teatrino dell’Interrent. Mi chiedono di fare il check tramite videotelefono, con l’assistenza remota. Capisco che sono incentivati a far utilizzare questo sistema ed accetto. Ma, come sempre, dall’altra parte del video non c’è nessuno, per cui perfeziono l’operazione con la signora al banco.

E qui c’è il primo contatto con un individuo straniero. Occorre sfoderare il mio inglese maccheronico, foriero di innumerevoli figure di sterco e di pochi, insospettabili colpi di scena. L’operatrice teutonica, dalla silhouette non aggraziata, parla per qualche minuto. Ne afferro i concetti principali e firmo qua e là. Alla fine mi consegna le chiavi di una Toyota Avensis Station Wagon Diesel, blu metallizzata. Ogni volta che ritiriamo un’auto, proviamo ad indovinarne il colore. Stavolta il vincitore è Christian , che aveva pronosticato esattamente un’auto blu.

Non appena Giovanna vede l’auto, nel garage, ne evidenzia la similitudine con quelle usate dalle agenzie di pompe funebri.  In realtà è vero, manca solo la cassa dentro. Però è quello che ci vuole. Scopriamo con sollievo che ha anche il navigatore integrato, non è scontato negli autonoleggi. Spesso bisogna richiederlo con un sovrapprezzo.

L’aeroporto è molto vicino alla città di Norimberga. Nonostante la strada interrotta e la necessità di bypassare le istruzioni del navigatore, raggiungiamo il Novotel Nurnberg Centre Ville in pochi minuti. E’ un hotel adiacente la stazione centrale, a pochissimi passi dal centro storico e dalla zona pedonale. Conosciamo benissimo gli standard Novotel,  ma questa struttura ci sorprende ulteriormente: modernissima, accogliente, con parcheggio sotterraneo (a pagamento, 14 euro al giorno), dotata di palestra, piscina coperta, piscina riscaldata e sauna. Paghiamo solo 67 euro per la quadrupla, senza colazione.

Ove possibile, prediligiamo i Novotel per l’ottimo rapporto qualità prezzo e per la posizione sempre centrale o prossima a stazioni metro. Rinunciamo alla colazione, che costerebbe 17 euro a persona. Spesso a pochi passi si trovano ottime backerei in cui assaggiare le specialità locali spendendo 7-8 euro in totale.

Ci avventuriamo subito alla (ri)scoperta del centro storico, passando attraverso le antiche mura di cinta ed addentrandoci nel piccolo quartiere medievale. La piazza adiacente il museo nazionale, proprio nei pressi della Frauentorm,  è impreziosita  con giochi d’acqua. I bambini scorrazzano felici in costume. E’ domenica, gran parte dei negozi sono chiusi. Ma ad ogni angolo un gruppo musicale improvvisato raccoglie un piccolo assembramento di curiosi.

Una brezza di note accompagna la nostra passeggiata sulla Konigstrasse, la principale arteria del centro. Poco prima della imponente chiesa di St. Lorenz (ricostruita dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale, come gran parte dei monumenti locali) ci fermiamo a Casa Pane,  una grande  backerei, e consumiamo una piacevole merenda. Qui scopriamo che le bottiglie di plastica vuote possono essere restituite al negoziante, ed ottenere il rimborso di  25 centesimi. Un’ottima soluzione per favorire il riciclo.

Ci spingiamo fino alla Hauptmarkt, l’antica piazza del mercato, dove nel periodo natalizio si allestisce il celeberrimo mercatino.  La ricordavamo piena di bancarelle tipiche, e invece troviamo solo una fila di proposte alimentari etniche. Un po’ deludente. Anche la Frauenkirche, nella stessa piazza, non è entusiasmante. E’ appena pomeriggio inoltrato, ma decidiamo di trovare già una soluzione per cena.

E così, poco dopo le 18:00, entriamo nella Bratwurst Roslein,  indicata come la più grande sala di ristorazione tipica della città. Per essere grande, è effettivamente grande. Ed anche caratteristica. Ma c’è molto caldo. Le salsicce, specialità della casa (e della città, se non dell’intera nazione) sono ottime. I piatti sono generosissimi, anche grazie a grandi quantità di contorni. Difficile consumare tutto. Fortunatamente, però,  sono ben allenato, nonché disponibile ad aiutare i commensali. Lascio solo qualche residuo di verdure.

Terminata la cena, il sole è ancora alto (tramonterà oltre le 21.00). Giovanna è indomita, vuole raggiungere il castello. La vende come “passeggiata digestiva”, ma in realtà è una scarpinata in salita. Inutile discutere, proseguiamo.  Il burg è effettivamente ben conservato, elevato su un piccolo promontorio con bella vista sulla città. La stanchezza però mi annebbia il ricordo, mi si riaccende anche un forte mal di schiena che pensavo di aver superato alcuni mesi prima.  Così, mi sforzo di considerarla una bella esperienza, ma non desidero altro che tornare in hotel.

“Ok, possiamo tornare”. Sentenzia soddisfatta mia moglie, accogliendo le lamentele di noi bambini. Ma sinora si è camminato solo in una direzione, attraversando di fatto (ed in diagonale) l’intero centro storico. C’è da rifare lo stesso percorso, al contrario. Un chilometro e seicento metri. Ci fermiamo più volte per far riposare la mia schiena (sarà una costante dell’intero viaggio), e dopo una sosta per un gelato, compare come un’oasi nel deserto l’austera sagoma del Novotel.

Sono appena le 20:00, ma abbiamo una giornata di viaggio sulle spalle. Però non possiamo andare a letto prima di esplorare l’hotel. Christian scopre la palestra, con tutti gli attrezzi così meravigliosi agli occhi di un bambino. Ha ancora la forza di correre qualche minuto sul tapis roulant. Scopriamo che   la piscina è aperta dalle 08:00 alle 22:00, e ci ripromettiamo di fare un tuffo l’indomani. Ma è proprio ora di andare a letto.

 

 

Burg, vista dei tetti di Norimberga


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

© 2018: QuandoArriviamo | Travel Theme by: D5 Creation | Powered by: WordPress