Diario di viaggio 2017 – II giorno – Norimberga e Friburgo

Lunedì, 31.07.2017

         Ci svegliamo presto, ben riposati. I bambini hanno dormito assieme in un ampio divano letto. In realtà inizialmente lamentavano il fastidio delle molle, effettivamente piuttosto sporgenti. Ma qui è entrata in scena mia moglie. Le lenzuola tedesche sono sempre imbottite con un piumino estraibile (inimmaginabile per una famiglia siciliana). Estratti i due piumini,  sovrapposti al materasso, e rifatto il letto. Nonostante la sindrome della principessa sul pisello, la dormita è stata poi quasi istantanea.

Non sono ancora le otto del mattino. Ma siamo già in costume, nell’ascensore dell’hotel, diretti all’ultimo piano. Ci aspetta una bella nuotata. La piscina è chiaramente deserta, una grande vetrata affaccia su parte della città. Una piscina più piccola, con acqua caldissima, completa l’incanto.  I bambini sono felicissimi, si tuffano e nuotano come non avessero mai visto l’acqua. Come prevedibile, devo invitarli sedici volte ad  uscire dalla piscina.

Dopo la doccia, ci assale un appetito mostruoso. Facciamo il checkout, e chiediamo la cortesia di prolungarci l’orario del parcheggio per un paio d’ore. La receptonist ce ne regala tre, santa donna. Ci rigettiamo così nel centro di Norimberga, fermandoci a fare colazione al panificio del pomeriggio di ieri. Comincia a piovigginare, ma vedere la città in fermento è ben diverso dallo scenario prettamente turistico della domenica. Bancarelle di frutta e fiori sono ovunque. La frutta, a volte indecifrabile nella sua esoticità, ha prezzi da gioielleria. Le ciliegie sono a 4,00 euro ogni 100 grammi.

Continuiamo a ripercorrere la passeggiata del giorno prima, ma il mio obiettivo in realtà è il negozio di numismatica subito dopo il ponte sul fiume. Mi fermai lì nel 2004, non avrei mai immaginato di avere l’opportunità di ritornarci. Mentre io dilapido sostanze monetarie, mia moglie e i bambini si soffermano fra le vetrine dei negozi di souvenir.

Uno dei più grandi, ma pienissimo di oggettini ultra commerciali, è all’angolo dello slargo proprio di fronte al negozio di monete. All’interno una squadra di marescialle attempate sono ritte negli angoli per sorvegliare eventuali taccheggi. Ti guardano con aria severa, togliendo ogni piacere d’acquisto. Christian prende dalla bacheca un braccialetto flessibile per guardarlo meglio, ma prontamente una delle guardie emerge dal buio e glielo strappa di mano,  ammonendolo in tedesco stretto. Da visitare solo per respirare un po’ di sana atmosfera da Gestapo.

Dopo un veloce spuntino con una raclette, preparata con cura in una delle numerose bancarelle accanto a St. Lorenz, ci fermiamo nel grande negozio della Staedtler, famoso marchio di articoli da disegno, che apprendo avere sede a Norimberga, così come la concorrente Faber Castell. Mia figlia, aspirante disegnatrice, è nel suo mondo. Riusciamo anche a fare qualche acquisto da regalare ad amici e colleghi, è una sosta davvero piacevole.

Quella che doveva essere una rapida passeggiata per la colazione si trasforma in una mattinata piena. Ci avventuriamo fra i vicoletti medievali, deviando dal percorso tracciato dalla Konigstrasse. Ci ritroviamo fra le isolette del fiume, collegate con ponticelli suggestivi, a volte coperti. Atmosfera fiabesca, la fotocamera praticamente comincia a scattare da sola.

Quando arriviamo al garage del Novotel sono già le 13.30. Friburgo ci aspetta, ma ci separano 380km di strada. Penso di coprire la distanza in meno di quattro ore, ma devo ricredermi quasi subito. Il mito dell’efficienza teutonica crolla clamorosamente dopo pochi minuti. Numerosi cantieri interessano la rete autostradale, e i rallentamenti sono inoltre accentuati dalla pioggia e dal  gran numero di TIR in circolazione. A tratti restiamo fermi per decine di minuti.

Pranziamo in una sorta di Autogrill tedesco, dove non è facile comunicare neanche col più fluido del mio inglese maccheronico. Mi esprimo a gesti e con suoni gutturali. Sopravviviamo con una cotoletta e con le onnipresenti salsicce.

Quando arriviamo a Friburgo sono le 19.30. I bambini, che non hanno mai riposato durante il viaggio, evidenziano chiari segni di stanchezza. Il Novotel Freiburg Am Konzerthaus, oltre ad essere, come intuibile, accanto alla moderna sala da concerti, è anche in prossimità della stazione. Inoltre, è ai margini del centro pedonale. Anche qui il parcheggio è a pagamento. Le stradine nei paraggi sembrano offrire qualche spazio per i parcheggi, così, dopo il check in, mi avventuro nel quartiere alla ricerca di un posto tranquillo.

Le strade che circondano l’albergo brulicano di biciclette. Piacevoli, ma pericolosissime. Corrono come sul rettilineo finale di una corsa a tappe. Friburgo è una città universitaria, comprensibile la presenza di un gran numero di ragazzi. Le bici si infilano ovunque, con un carrozzone come la mia Toyota bisogna stare attenti, rischio di travolgerne a grappoli.  Alla fine trovo uno splendido parcheggio, non molto distante dall’hotel, che sembrava riservato proprio a me. Leggo il complesso cartello in tedesco, e mi convinco che sia anche gratuito. Ricordatevi questo particolare, potrei essere smentito più avanti.

Con la coda dell’occhio scorgo anche, all’angolo, un ristorante italiano. Soluzione non molto aulica dal punto di vista turistico, ma certamente comoda per alimentare i miei figli senza troppi giri di parole. Così, orgoglioso per aver trovato parcheggio e ristorante, ritorno in camera per una meritata doccia.

I bambini accolgono con entusiasmo la possibilità di un piatto di pasta. Dopo due giorni di salsicce lo vedono già come un miraggio. Il ristorante Da Giovanni si rivela una piacevole sorpresa. Sia gli gnocchi burro e salvia che gli spaghetti sono più che accettabili. Il cameriere, dalla chiara etnia non italiana, parla perfettamente la nostra lingua. Annarita e Christian divorano i loro piatti, e il portafoglio non piange: 50 euro per quattro piatti di pasta , due dolci e le bevande. La bottiglia di acqua Panna da 0,75  costa 5 euro.   Sarà così un po’ dappertutto. O ci si abitua, o si passa alla birra, decisamente meno cara. Medito di darmi all’alcolismo per motivi economici.

 

 

L’imponente facciata di St. Lorenz.

 

 

Frutta, le offerte del giorno.

 

 

Ponti coperti.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

© 2018: QuandoArriviamo | Travel Theme by: D5 Creation | Powered by: WordPress