Diario di viaggio 2017 – V giorno – Europa Park, Rust.

V giorno – Giovedì, 03.08.2017

         Ritorno ad Europa Park. Se possibile, Annarita e Christian sono ancora più euforici. Già conoscono il parco, hanno le idee più chiare. Non stanno più nella pelle, innanzitutto devono provare il Voletarium, la novità dell’anno, in bella mostra su tutti i cartelloni.

Siamo decisissimi a non perdere neanche un minuto. Sveglia alle 06.30, un’ora dopo siamo già in strada. Consumiamo una pessima colazione, nel panificio all’interno del supermercato dietro l’albergo. A pochi passi dal parcheggio in cui, per tre sere consecutive, ho lasciato la Toyota. Ricordate le mie certezze circa la gratuità del parcheggio? Bene, franano di colpo quando trovo lo scontrino di una multa sul parabrezza.

In pratica, il parcheggio è a pagamento nelle ore diurne. La sera, invece, è riservato ai residenti. Probabilmente, aver lasciato ieri l’auto per gran parte della giornata è stato troppo. Ad ogni modo, la multa è di 25 euro. Se avessi scelto il parcheggio sotterraneo del Novotel avrei pagato 42 euro. Pazienza.

Finalmente siamo di nuovo al parco, e ci proiettiamo subito al Voletarium:  posto proprio all’ingresso del parco, è un “teatro volante”. La fila è lunghissima, ma non ci scoraggiamo. Il percorso di attesa si snoda attraverso saloni finto-medievali, restiamo in piedi oltre quaranta minuti. La mia schiena urla. Ma ne vale assolutamente la pena.

Forse l’attrazione più spettacolare del parco. Ancorati alle proprie poltrone, oscillando nel vuoto e opportunamente colpiti da effetti speciali (vento, acqua), siamo totalmente avvolti da un enorme schermo, in cui sono proiettate immagini di celebri luoghi europei. La sensazione di volare davvero. Imperdibile.

All’uscita del Voletarium, ancora estasiati per le emozioni vissute, impostiamo il percorso della giornata: Scandinavia, Islanda, pranzo. Con la monorotaia scendiamo poi in Lussemburgo, e da lì visitiamo le aree Olanda, Russia, Grecia. Riusciremo ad essere ligi al programma? Assolutamente no.

La Scandinavia è un labirinto. Non riusciamo a trovare facilmente le attrazioni, camminiamo un po’ a vuoto. Alla fine individuiamo l’ingresso del “Fjord-Rafting”, percorso spettacolare,  più volte visto fra le viuzze del parco,  in cui dei gommoni circolari sfidano le rapide di un torrente. Anche qui la fila è lunga. Attrazione divertente, ma dopo il Voletarium abbiamo alzato un po’ l’asticella.

Scorrazziamo tutta la mattina fra le numerose attrazioni delle aree Scandinavia ed Islanda. In particolare, lunga sosta nell’area “spruzzi”, dove i bambini rimettono i costumi e giocano con l’acqua per oltre mezz’ora. Soddisfiamo l’esigenza alimentare con un hot dog, poi ci affacciamo nel grande capannone della Gazprom, che sponsorizza una delle attrazioni del parco. Qui alcune installazioni multimediali trattengono i bambini più del dovuto.

Passiamo accanto a spettacolari attrazioni mozzafiato, dalle curatissime scenografie. Europa Park è suggestivo anche per questo. Il primo pomeriggio trascorre trastullandoci fra aeroplanini, auto d’epoca, tazze rotanti, mongolfiere. Alla fermata della monorotaia  Lussemburgo  un piccolo ma interessante museo  racconta la storia  del parco, anche mediante un (troppo lungo) spettacolo multimediale.

Entriamo inoltre nel grande padiglione Adidas, a forma di pallone da calcio. Fra installazioni di PES e FIFA, vetrine con magliette autografate di calciatori, autoscontro con i nomi dei calciatori sulle macchine, negozio articoli sportivi, è il paradiso di ogni tifoso. Christian è in estasi.

Quando arriviamo in Grecia siamo piuttosto stanchi. Ma la magnificenza delle attrazioni ci spinge a superare i nostri limiti. Annarita ci convince a salire su Pegasus, un coaster che viaggia a 65 km/h. Poco, dite? Beh, io non riuscivo quasi a muovere la testa per la forza centrifuga. Christian rimane un po’ turbato, ma felice.

A questo punto, il parco è stato visitato nella sua interezza. Concediamo ai bambini la possibilità di scegliere un paio di attrazioni da ripetere. Chiaramente optano per le aree più lontane dalla Grecia. Siamo tutti d’accordo nel voler ripetere Arthur, il coaster dell’area minimondo. Ci incamminiamo di buon passo, vista la distanza da coprire, verso il padiglione prescelto.

Affrontiamo la fila più lunga e più calda dei due giorni di parco, complice anche un guasto dell’attrazione che la rende indisponibile per venti minuti. Finalmente, intrisi di sudore, usufruiamo dell’attrazione. Ancora più piacevole del giorno precedente, è oggettivamente una straordinaria attrazione per famiglie.

Usciamo da Arthur, e cerco di convogliare la famiglia verso la fermata Spagna, per prendere il  treno verso la Germania e quindi l’uscita. Non sarà facile. Ripetiamo prima la giostra delle sedioline volanti (non lasciatevi ingannare dalla rapida descrizione, è piuttosto adrenalinica). Poi proviamo l’Alpenexpress, vecchia ma veloce coaster nell’area austriaca.

Nel frattempo alcune attrazioni cominciano a chiudere, anche i trenini cominciano a scarseggiare, saremmo eventualmente costretti ad attraversare a piedi l’intero parco. I bambini vorrebbero ripetere altre attrazioni, fra cui in primis il Voletarium, ma ormai sono aperti solo i negozi e i chioschi alimentari. Un piccolo ed affollato trenino ci conduce  all’inizio del viale della Germania. Ancora qualche capatina nei negozi e siamo fuori. Sono le 21.10.

L’Europa Park dista circa venti minuti di auto da Friburgo. Aggiungiamo il parcheggio (ovviamente Novotel sotterraneo), la doccia,  il tentativo di rianimare i bambini, che vorrebbero solo lanciarsi sul letto. Abbiamo tutti solo un hot dog nello stomaco, anche se la stanchezza prevale sulla fame. Dove andiamo, quindi, quando mancano pochi minuti alle 23.00? Ma da Giovanni, ovviamente. Sempre aperto, a pochi passi dall’hotel. I bambini riescono a dividersi un piatto di penne al pomodoro, ma i lamenti per il sonno diventano incessanti. Andiamo a letto, domani sarà un faticoso giorno di viaggio.


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