Diario di Viaggio 2017 – III giorno – Europa Park

Martedì, 01.08.2017.

 

Finalmente, arriva il grande giorno. La meta principale del viaggio, secondo i miei figli. Dopo settimane trascorse ad analizzare i video delle attrazioni, a controllare le altezze consentite e valutare le velocità dei percorsi,  oggi è il primo dei giorni dedicati a Europa Park.

Alcune premesse sono d’obbligo. Intanto, nonostante Europa-Park non sia conosciutissimo in Italia, credo che la presentazione di Wikipedia sia piuttosto esaustiva:

Europa-Park è il principale parco divertimenti tedesco ed uno dei maggiori in Europa, secondo per numero di visitatori a Disneyland Paris, situato nella città tedesca di Rust vicino a Friburgo e Offenburg, nel land di Baden-Wurttemberg. Il resort si estende su una superficie di 710.000 metri quadrati (di cui 335.000 occupati dal solo parco) ed al suo interno si trovano più di 100 attrazioni meccaniche, tematiche e acquatiche, suddivise in 15 grandi aree tematiche riproposte nel contesto delle maggiori nazioni europee, e 2 dedicate specificatamente ai bambini. Al termine della stagione 2014 il parco ha raggiunto i 5 milioni di ingressi, mentre nella stagione 2016 è stato visitato da 5,6 milioni di turisti.”

In pratica è una piccola città, con tanti quartieri (aree tematiche) che richiamano  nazioni europee.  Impensabile visitarlo in un giorno, fondamentale organizzare un percorso razionale.

Se avete un po’ di dimestichezza con i parchi divertimento, saprete che, nonostante si tenti di organizzare un percorso di visita, si tende facilmente a “deviare”, attratti da mille richiami.  Il risultato è scarpinare per chilometri, a volte in modo confusionario, bruciando tempo ed energie.

Europa-Park meriterebbe di essere visitato almeno tre giorni di seguito. E’ piacevole passeggiare fra le stradine, scorgere gli edifici in stile, le riproduzioni dei principali monumenti, ecc. Le file sono a volte prolungate, ma sostanzialmente tollerabili. Specie se confrontate con le attese da collocamento di Disneyland Paris.

Noi, però, abbiamo solo due giorni a disposizione. Fra l’altro, per diluire la stanchezza del primo giorno, pensiamo di intervallare le due giornate al parco con un giorno più leggero, inoltrandoci nella Foresta Nera. Come vedremo, sarà di grande aiuto l’infrastruttura “ferroviaria” del parco (trenini, monorotaie, ecc.): sfruttando i mezzi di locomozione per i tratti più lunghi, riusciamo ad ottimizzare notevolmente i tempi di fruizione.

Quando arriviamo  l’enorme infrastruttura del Silver Star ci proietta nell’atmosfera del parco. Imponente coaster sponsorizzata dalla Mercedes, serpeggia nel grande parcheggio del parco. Alta 73m, lunga oltre 1600m, corre a velocità di oltre 120km/h ed è visibile a grande distanze. Suggestiva, anche solo da guardare. Ed è quello che ho fatto. Nient’altro.

Il biglietto cumulativo, per due giorni, per la nostra famiglia, non è un regalo. Spendiamo 340 euro. Sfruttare la possibilità di utilizzare la seconda visita entro i sei giorni successivi concede ampia flessibilità.  Ci consoliamo con la flessibilità. Anche se, facendo bene i conti, dividendo per gli otto ingressi, il costo è poco più di quaranta euro a persona per giorno. Ma la spesa c’è, inutile tergiversare.

Se mi soffermassi a descrivere ogni attrazione del parco, questo diario uscirebbe in edicola a fascicoli, per alcuni anni. E chiaramente ridurrei la sorpresa della scoperta. Mi limiterò quindi a tracciare il percorso effettuato, consigliando le attrazioni a mio avviso da non perdere.

L’ingresso del parco ricorda, seppur in piccolo, Main Street di Disneyland. Brulica di negozietti di souvenir. Un sorprendente colpo d’occhio, amplificato dalle facciate dipinte in jugendstil e dal sapore ottocentesco delle casette.

Proprio all’ingresso del parco c’è la stazione del treno, che consente di effettuare un giro panoramico dell’intero parco. Utile per valutare le distanze, e scoprire dall’alto (il treno viaggia su binari sopraelevati) tutte le aree tematiche.  Effettuiamo quindi un giro completo, partendo dalla stazione Germania,  superando le fermate Grecia, Spagna, Inghilterra, e ritornando  in Germania per riprendere il percorso.

Ben presto comincerete a trattare le aree tematiche come vere e proprie nazioni (andiamo in Irlanda, torniamo in Italia, ecc.). E’ un modo pratico per orientarsi.

Decidiamo di procedere attraversando le aree tematiche poste nella parte alta della mappa, per poi tornare al punto di partenza, a fine giornata, con il trenino. Dalla Germania passiamo direttamente in Francia. Nella zona adiacente all’ingresso del cinema 5D (cartone animato in lingua tedesca, ma esperienza piacevole)   la ricostruzione di un quartiere francese degli anni ’20 è pura poesia. Anche i bagni richiamano il cinema e l’atmosfera da Belle Epoque .

A proposito,  un consiglio: andate in bagno spesso. Ogni “nazione” ha i suoi bagni a tema. Spesso anche accanto alle attrazioni i bagni richiamano i tratti salienti del gioco. Anche  i ristoranti ed i  negozi sono fantastici. Non tanto per quel che vendono, ma per la cura nella ricostruzione e la particolarità dell’ambientazione.  Affacciatevi in ogni anfratto, ne vale la pena.

Dalla Francia facciamo un passo indietro (sì, abbiamo già violato il percorso prestabilito) per  sfociare nella graziosa piazzetta veneziana, che rappresenta l’area tematica italiana. Fontane, ponticelli, teatri completano l’incanto. Piacevole fare il giro completo della piazza, è molto scenografica e offre innumerevoli scorci per splendide foto. Inoltre è piena di stand alimentari e attrazioni. I Pirati di Batavia, ad esempio, pur essendo una delle  più antiche del parco, offre un viaggio lungo e sorprendente, con scenografie curatissime, eccellenza nel settore alla fine degli anni ’70.

Proseguiamo quindi visitando la zona irlandese, fra le più recenti del parco, che ospita esclusivamente giostre per bambini più piccoli, comprese le ormai immancabili installazioni con giochi d’acqua. Christian e Annarita indossano rapidamente il costume da bagno,  e  per una buona mezz’ora sguazzano fra schizzi d’acqua, scivoli, fontanelle. Trovano il giusto refrigerio, in una giornata piuttosto calda. Io stesso mi piazzo accanto ad una fontanella, e immergo sotto l’acqua tutto quel che posso.

I vostri figli ameranno anche i vertiginosi scivoli chiusi, che scendono a spirale dalla torre di un castello. Voi resterete chiaramente in apprensione, vedendoli precipitare da dieci metri.

Si passa poi attraverso la Gran Bretagna e le sue attrazioni a tema (Bus a due piani oscillante, taxi londinesi rotanti, ecc.) e si passeggia nell’area dedicata alle fiabe dei fratelli Grimm, priva di attrazioni in senso stretto, ma ricca di casette in cui intravedere i principali personaggi delle favole.

Una piccola deviazione ci porta nell’area Minimondo, dedicata ai personaggi della relativa saga.  Un enorme struttura a forma di fungo ospita, al coperto, tutte le attrazioni dell’area. L’interno è spettacolare, le scenografie sono mozzafiato. Inoltre la principale attrazione dell’area (e una delle migliori del parco) , “ARTHUR”, è una family coaster  che viaggia non solo attraverso un riservato percorso scenografico, ma anche nello stesso spazio coperto in cui insistono ristoranti, mini attrazioni, ed altro. In pratica, volano alcune decine di metri sopra le nostre teste, al chiuso.

La fila per questa attrazione è la più lunga sinora affrontata, ma è assolutamente imperdibile. Vincitrice di premi internazionali , offre qualche brivido di velocità, ampiamente tollerabile, e grandi emozioni. E’ una delle pochissime che rifaremo in occasione della visita successiva.

Nello stesso padiglione alcune attrazioni minori sono dedicate ai più piccoli. C’è però molto caldo, la voglia di tornare all’aperto è forte. In una di queste giostre Christian inciampa e cade, graffiandosi il braccio. La ragazza addetta all’attrazione se ne accorge, e si palesa nella sua italianità,  verificando le condizioni del bambino e chiamando un collega per disinfettare la piccola ferita. Dopo un quarto d’ora, ci raggiunge un ragazzo con la cassetta del pronto soccorso. Scopre di non aver alcun disinfettante. Il massimo aiuto possibile è un cerotto. Prestazione  inadeguata in un padiglione che ospita circa 1.500 persone ogni ora.

L’ora di pranzo è già passata da un pezzo, ci fermiamo in un self service per calmare i brontolii di stomaco e bambini. Poco dopo, altro piccolo episodio sfortunato: Annarita sente qualcosa fra i capelli, istintivamente si porta la mano in testa. In realtà è un’ape, che la punge sul dito. Non le era mai capitato prima. Il dolore è intenso, fra l’altro amplificato dallo spavento e dalla  sua tendenza  ad esagerare un po’.  Ma nello zaino c’è la pomata adatta, e pian pianino l’emergenza sembra attenuarsi.

Riprendiamo quindi il nostro percorso. Dopo una mattinata a ritmi elevati, si comincia a sentire un po’ la stanchezza. Attraversiamo l’Austria, con le sue montagne russe non particolarmente ardite. Ma c’è troppa fila, torneremo poi. La Spagna, invece, ci accoglie con una luminosa piazza andalusa, intitolata  a Josè Carreras. L’arena, le azulejos, i colori. Il quartiere spagnolo è uno dei più belli.

Dopo aver passato in rassegna le diverse attrazioni, prevalentemente incentrate su veicoli con moto rotatorio (mi gira ancora la testa), quando arriviamo al piazzale con i giochi all’aperto comincia a piovere, anche con una certa intensità. C’è chiaramente il modo di ripararsi, ma ne approfittiamo per rifare le attrazioni circostanti, praticamente deserte.

Sono ormai le 18. Il parco chiuderà fra alcune ore, ma pensiamo di andar via un po’  prima del previsto, per fare un tuffo nella piscina dell’hotel.  Ancora un desiderio,  però. Christian vuole trascorrere un po’ di tempo nella Casa de Aventura, un classico (ma molto grande) percorso a più piani fra scivoli, reti, arrampicate e palline. L’avevamo visto dal treno, di mattina. Ci affacciamo quindi in Portogallo e lo troviamo subito. Poi ritorniamo in Spagna, prendiamo il treno e scendiamo alla stazione Germania, proprio adiacente all’uscita dal parco.

Nel parcheggio resto ancora incantato ad ammirare l’imponente struttura delle montagne russe, ancora più spettacolare alle prime luci del tramonto. Prima di rientrare in albergo attraversiamo il ponte in ferro che divide l’isolato del nostro hotel dalla stazione e la grande sinagoga. La vista è piacevole, gli universitari  si inerpicano pericolosamente sulla sua struttura per chiacchierare sospesi nel vuoto. I miei figli vorrebbero imitarli, acconsento a che si siedano su un montante posto a venti centimetri da terra.

La piscina del Novotel di Friburgo è meno accattivante dell’hotel di Norimberga, ma altrettanto gratificante. Le colonne classiche attribuiscono un’aria un po’ pacchiana alla sala, il pavimento in alcuni punti è allagato. Parliamo comunque di una piscina, con sauna adiacente, gratuita. Restiamo solo pochi minuti, l’appetito ritorna con veemenza.

Ritorniamo da Giovanni, come la sera prima (lo so, non dovremmo). Stavolta prendiamo una pizza. Per un napoletano come me, particolarmente esigente sull’argomento, è una forzatura estrema. In fondo non è malvagia, la butto giù, come al solito, pensando che non sia una pizza, ma una gustosa focaccia locale.

La sera prima, sfruttando la stanchezza dei bambini, ho convinto mia moglie a tornare subito in albergo. Stavolta non posso scappare. Passeggiamo, senza aver precisa idea della topografia della città, fermandoci di tanto in tanto per far riposare la mia schiena malandata, individuando fortunosamente la strada principale, fino a raggiungere una gelateria con gusti sorprendentemente variegati e gradevoli. Qui si paga a palline. Ogni gusto 1,40 euro. Sarà così ovunque, con prezzi e qualità variabili.

 

 

 

 

 

 


2 Comments to Diario di Viaggio 2017 – III giorno – Europa Park

  1. mimmone74 ha detto:

    mi hai fatto venire la voglia di andarci!!!

    • Sonkei76 ha detto:

      E’ un parco poco pubblicizzato in Italia, siamo abituati a Gardaland, Disneyland, al massimo Legoland. Ma non ha nulla da invidiare ai parchi a tema più noti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

© 2018: QuandoArriviamo | Travel Theme by: D5 Creation | Powered by: WordPress